Nollywood: la nuova macchina dei sogni abita a Lagos

Se il vostro sogno è diventare attori di fama mondiale, per tentare la fortuna e sfondare nel mondo del cinema dovreste considerare di non spostarvi a Los Angeles, come generazioni di artisti hanno fatto finora, ma piuttosto a Lagos o a Onitsha, le città dove si trovano gli Idumota Market, ovvero gli studi di Nollywood.

Da circa dodici anni a questa parte, infatti, in Nigeria cresce una tra le più importanti industrie cinematografiche del mondo. Comincia tutto nei primi anni Novanta, quando alcuni registi nigeriani iniziano, forti della grande tradizione teatrale propria della cultura del loro Paese e nonostante la scarsità di fondi, a girare film usando comuni videocamere commerciali e a diffonderli in formato vhs: nonostante la bassa qualità tecnica, il misto di originalità e tradizione delle storie raccontate li rende popolari e di successo, tra il pubblico nigeriano, ghanese e un po’ ovunque nell’Africa subsahariana. Da quel momento in poi, Nollywood è cresciuta progressivamente, sviluppando i metodi di produzione più innovativi: oggi, con una media di produzione di 1000 film all’anno, quella nigeriana è la seconda industria cinematografica al mondo, dopo l’indiana Bollywood e subito prima dell’americana Hollywood, e da sola rappresenta il 5% del prodotto interno lordo del Paese, costituendo il settore che impiega il maggior numero di dipendenti dopo l’agricoltura.

"Living in bondage", film del 1992 di Chris Obi-Rapu.

“Living in bondage”, film del 1992 di Chris Obi-Rapu.

In realtà, i primi film nigeriani vengono realizzati già negli anni Sessanta, quando cominciano a diffondersi anche le prime emittenti televisive locali. Lo stile nollywoodiano si sviluppa proprio grazie al rapporto con il mezzo televisivo: i produttori di Lagos iniziano a riprendere e a trasmettere spettacoli di teatro popolare tradizionale, che hanno molto successo in tutta l’Africa Subsahariana. Nel 1992, il vero e proprio boom cinematografico ha inizio grazie al film Living in Bondage del 1992, opera del regista Chris Obi-Rapu e del produttore Kenneth Nnebue. Il successo di questo film e la contemporanea scelta di molti imprenditori nigeriani di investire nei supporti vhs prima e dvd poi fa sì che molti altri registi abbiano rapidamente la possibilità di realizzare film, per il cinema e per la tv. E così, dagli anni Novanta ad oggi, la produzione ha continuato a crescere, in qualità e quantità: oggi negli studi di Nollywood si usano metodi di registrazione e montaggio interamente digitali e si produce ogni genere di film, con una preferenza per le commedie. I finanziamenti necessari arrivano dal veloce sistema di diffusione e di vendita, con il vantaggio notevole che per la maggior parte dei film, che mira a ricreare dinamiche sociali e personali del quotidiano, non si hanno grandi costi di produzione.

Guardare le produzioni cinematografiche nigeriane svela molto della cultura e della società in cui sono pensate e realizzate. I temi trattati dai film prodotti a Nollywood, infatti, raccontano la vita e le problematiche tipiche della società nigeriana contemporanea: il lavoro, la famiglia, le religioni e la convivenza tra fedi diverse ma anche le credenze tradizionali, accanto a temi attuali e socialmente rilevanti come l’emigrazione, il ruolo della donna, l’esistenza di malattie come l’Aids e la corruzione nella società. Il misto di tradizione (nell’impostazione delle trame e nell’approccio ai temi trattati) e di modernità (nelle tecnologie utilizzate, ma spesso anche nelle scene di vita che si sceglie di mostrare sullo schermo) si produce nelle pellicole nollywoodiane in un contrasto quasi esasperato, che affascina e sorprende anche lo spettatore meno attento.

La lingua maggiormente utilizzata dai registi di Nollywood è l’inglese, per garantire alle proprie opere la massima diffusione; tuttavia, si girano anche film in lingue locali (ad esempio Yoruba, Hausa, Edo, o Igbo). A prescindere da questo, il successo dell’industria cinematografica nigeriana è ampiamente riconosciuto ormai anche all’estero: a parte la diffusione capillare delle opere di Nollywood tra le comunità africane emigrate in Europa e negli Stati Uniti, lo testimoniano anche il recente e molto frequentato festival di Parigi, dedicato proprio al cinema nigeriano (http://www.nollywoodweek.com/fr), e il successo internazionale di alcuni film nollywoodiani, come ad esempio Osuofia in London del 2003, diretto da Kingsley Ogoro.

"Osufia in London", film del 2003 di Kingsley Ogoro.

“Osuofia in London”, film del 2003 di Kingsley Ogoro.

Lo sviluppo presente e futuro di Nollywood, nella sua originalità, costituisce per la Nigeria una sfida e un’occasione importante per contribuire a sfatare lo stereotipo di un’Africa che non produce nulla di proprio e che si limita a riprendere i prodotti culturali occidentali e i loro modelli. L’Africa di Nollywood, al contrario, crea e diffonde cultura senza avere come referenti primari né il pubblico né il gusto occidentali. Mettendoci davanti agli occhi i racconti di realtà che appartengono al proprio bagaglio culturale tradizionale e che allo stesso tempo convivono con il progresso e la tecnologia della società nigeriana di oggi, e che solo nell’esibizione sfrenata di questo contrasto trovano il loro inaspettato equilibrio.
Vedere per credere!

Marina Imocrante

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2 thoughts on “Nollywood: la nuova macchina dei sogni abita a Lagos

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