Il prezzo della Coppa del Mondo

Da settimane fate incetta di birre,  bandiere, trombette e organizzate la vostra agenda in base al calendario delle partite, perché nessuno deve disturbarvi. Avete persino ripassato l’inno nazionale. Oppure dopo lunghe meditazioni decidete di compiere una scelta alternativa: tiferete una squadra africana, perché  quei poveri neri sottopagati si meritano il nostro sostegno – purché restino a casa loro e non provino a rivendicare altro che un po’ di elemosina. O ancora nulla di tutto questo e, come chi scrive, neanche conoscevate la data di inizio dei Mondiali; in tal caso vi state rassegnando all’isolamento e alla marginalizzazione di cui chiunque non sia pronto a snocciolare commenti su partite, arbitri e giocatori, sarà vittima nelle prossime settimane. Tranquilli, poi passa e in fin dei conti che male c’è? Possiamo accordare un po’ di tolleranza ai nostri amici.

E invece no, perché tifosi sfegatati o detrattori del calcio che siamo, possiediamo gli strumenti per conoscere e comprendere (o almeno intuire) il costo umano e sociale del paese dei balocchi costruito per gli occhi di turisti e telespettatori e per le tasche degli speculatori. Lo spettacolo poggia le sue fondamenta su sgomberi forzati e arresti preventivi, benché qualcuno neghi l’evidenza, forse per giustificare a sé stesso le proprie scelte di comodo (suvvia, le violenze in Brasile sono sempre esistite).

Per questo vi proponiamo di guardare attentamente il documentario del giornalista danese Mikkel Keldorf, Il prezzo della Coppa del Mondo, e di leggere la sua lettera (pubblichiamo entrambi su gentile concessione di “Il Resto del Carlinho (Utopia)”. Il Brasile che NON vi raccontano. Articoli, reportages, video e film raccolti in ordine sparso e tradotti in italiano http://carlinhoutopia.wix.com/carlinhonews).

Uscire dall’indifferenza, porsi domande e porle agli altri, trascorrere il proprio tempo libero in modo costruttivo, rivendicare il diritto di non essere forzatamente complici, è il primo e il più piccolo degli impegni che possiamo prendere, e questo documentario costituisce, nonostante le critiche (quantomeno pretestuose, a nostro parere, vista l’articolata denuncia di Amnesty International) degli appassionati cacciatori di bufale, un utile strumento di  conoscenza sull’attualità del Brasile e di discussione sull’opportunità o meno di organizzare una dispendiosa Coppa del Mondo in un Paese dai contrasti economici così estremi e violenti. Potete trovare, sempre sul sito http://carlinhoutopia.wix.com/ un’interessante riflessione del giornalista Silvestro Montanaro sul Brasile di oggi (di Silvestro Montanaro abbiamo parlato qui https://noisefromafrica.wordpress.com/2013/10/25/cera-una-volta-la-verita/ ).

Ileana Prezioso

 

 

 

 

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2 thoughts on “Il prezzo della Coppa del Mondo

  1. Pingback: Brasile, Coppa del Mondo 2014: Quanto costa un “gollazo”? « Mauro Poggi

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